
13 Octubre 2025
Davide Spagnolo
RD Congo
Congo - Il Volto della Pace
Congo - Il Volto della Pace
La guerra in Congo dura da tanti, troppi anni. A partire dal 1850 quando (per così dire intraprendenti) commercianti europei si spinsero fino alle coste dell’Africa occidentale, nell’attuale Tanzania, attratti da una materia prima assai preziosa come l’avorio; per poi passare dal colonialismo legittimato (anche qui per così dire) dall’Association Internationale du Congo e poi ancora la prima e la seconda guerra del Congo fino al conflitto più recente che infiamma attualmente la regione del Kivu.
Eppure, la Repubblica Democratica del Congo non è solo questo. Ci sono racconti, storie, testimonianze di persone che non si sono arrese e che combattono tutti i giorni per rendere questo paese un posto migliore. Io sono Davide Spagnolo e sono lieto di raccontarvi una di queste storie.
Questa storia inizia due anni fa, nell’estate del 2023, quando, insieme ad una coppia di amici, abbiamo accettato l’invito di padre Emmanuel a trascorrere le nostre vacanze estive a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, dove si era da poco concluso il capitolo dei missionari saveriani.
Molte sono le persone che ricordo con affetto e ancora di più i volti che porto nel cuore, ma con voi vorrei soffermarmi su un ristretto gruppo di questi. Sono i volti che costituiscono la comunità di S. Joseph a Bukavu, nel sud Kivu. Si tratta di un gruppo di una ventina di ragazze all’incirca dai 5 ai 25 anni di età. Vivono nella stessa casa e insieme svolgono diverse attività, una su tutte la tessitura. Le più grandi insegnano alle più piccole così che queste ultime a loro volta possano fare lo stesso con quelle che verranno.
Con loro giochiamo con dei palloncini a cui diamo le forme più improbabili: cani, spade, cinture, fiori e cappelli. Le ragazze più grandi sfilano per la casa indossandoli nei modi più strani e suscitando il divertimento di quelle che guardano. E poi cantiamo, canzoni perlopiù africane a me sconosciute ma dal ritmo incalzante che cerco di accompagnare con il battito delle mani. E poi ancora tutti in piedi per ballare una delle loro canzoni preferite, Enjoy di Jux feat. Diamond e molte altre ancora…
La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la grande sintonia che si è creata subito tra noi e loro. Io non parlo francese, ma ricordo in quel pomeriggio di non aver sofferto alcuna barriera linguistica; era come se andassi a trovare delle amiche che conoscevo da una vita; eppure, era solo il nostro primo incontro!
Porterò sempre nel cuore il loro sorriso che non era affatto un sorriso ingenuo e infantile, bensì il sorriso di chi può dire di avercela fatta. Già, perché le ragazze della comunità di S. Joseph non sono delle ragazze qualunque. Sono tutte donne, poco più che bambine, vittime di stupro e abusi, vittime di quel sistema che è la corruzione, la guerra e la violenza. Perché la guerra, così come la pace, non è solo un fatto sociale, ma anche e soprattutto una condizione dell’essere. E io sono convinto che le ragazze della comunità di S. Joseph abbiano finalmente trovato la meritata pace. In altre parole, sono loro, per me, il vero volto della pace.


