
28 October 2025
Filippo Ronzoni
Italia
Pronto a partire per il Mozambico
Pronto a partire per il Mozambico
Mi chiamo Filippo, sono un ragazzo di ventitré anni cresciuto a Lentate in provincia di Monza.
Il 20 novembre partirò per dieci mesi di volontariato in Mozambico con i Missionari Saveriani.
Personalmente, prima di prendere contatti con la Casa dei Saveriani di Desio, non conoscevo la loro iniziativa missionaria dedicata ai giovani laici, la quale è riuscita a entusiasmarmi sin dai primi incontri con padre Alex Brai, coordinatore di noi giovani partenti, per lo spirito con il quale viene proposta la missione umanitaria.
Il loro atteggiamento rispetto alla missione credo possa riassumersi in due semplici battute tra me e un missionario congolese incontrato a Desio: alla mia domanda sul che cosa fosse necessario portare in valigia, la sua risposta fu «la gioia, la gioia soltanto».
L’idea di intraprendere un’esperienza di questo genere è nata, innanzitutto, dal desiderio di conoscere e vivere una cultura totalmente diversa da quella a cui siamo abituati. Spaventa soltanto ciò che non si conosce, e la conoscenza credo sia oggi, in un mondo fortemente polarizzato, il mezzo più concreto per riuscire ad amare anche ciò che si configura come diverso e che spesso, per questo, ci fa paura.
Infatti “l’altro”, anche nella dimensione cristiana, dovrebbe essere l’occasione per entrare in un rapporto più profondo con la realtà.
La missione a cui prenderò parte si trova a Charre, realtà rurale a pochi chilometri dal confine col Malawi, vicino alle rive del fiume Zambesi. Lì i Saveriani lavorano da oltre quindici anni. Il mio ruolo sarà quello di vivere accanto ai ragazzi, condividere con loro la quotidianità, insegnare nella scuola e partecipare alla vita dello studentato che ospita i giovani provenienti dai villaggi intorno.
A chi mi chiede se sono pronto, rispondo che non so se si può mai essere pronti per queste scelte, per uscire fuori da sé stessi e guardare il mondo con altri occhi, così come non si è mai pronti ad innamorarsi, a stringere un’amicizia, a crescere dei figli.
La missione inizia quando diciamo SI ad una chiamata, e ognuno in questo senso ha certamente la sua personale vocazione, non bisogna necessariamente andare in Africa per vivere la missione.
Io, comunque, per i prossimi mesi sarò lì, e spero di potervi informare su quanto vivrò e, magari, avviare alcuni progetti di collaborazione.


